Santomenna

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Il paese

Santomenna è un comune di 405 abitanti. In origine il suo nome era Santamenna, e si ritiene che sia derivato da un eremita che realizzò un eremo e vi si stabilì. lo stemma del paese reca l’immagine del santo, che prima della conversione era un guerriero di nome Menna, infatti è ritratto con la spada e la palma. È un comune dove la religiosità ha sempre avuto un grande valore perché un tempo Santomenna è stata sede arcivescovile di Conza, considerata una delle più potenti della storia tanto che l’imperatore Carlo Magno ne ordinò la distruzione.

Il Museo del Sacro

Santomenna ha un interessante storia religiosa che si manifesta non solamente nelle feste patronali di San Menna e della Madonna Delle Grazie ma anche in importanti manufatti di pregio appartenuti ai Vescovi di Conza e al Clero locale. Parte di questi oggetti sacri è esposto nel museo del Sacro. Collocato in locali comunali, espone quadri, statue, libri, oggetti e paramenti sacri ed elementi architettonici (tra cui i resti della cattedrale di San Gaetano Da Thiene, distrutta dal sisma del 1980) di diverse epoche, si va infatti dal tardo medioevo all’800.

Il convento

Secondo un’antica leggenda, l’eremita Menna si trasferì in preghiera in questa zona. Qui, alla sua morte, i Benedettini edificarono un monastero, sulle cui rovine nacque, nel 1582, il convento dei cappuccini. Nel 1811, dopo la sospensione degli ordini religiosi, Santomenna non ne uscì indenne, il convento venne chiuso e più tardi venduto a privati. Oggi ne rimangono alcuni suggestivi ruderi ed una storia gloriosa.

Il miracolo di San Gerardo

Santomenna è uno dei luoghi del cammino di San Gerardo. Qui si consumò uno dei suoi miracoli. È il Miracolo del Maniscalco. Si narra che San Gerardo in visita allo zio si fosse fermato a ferrare il suo cavallo da un maniscalco prima di raggiungere il convento di Materdomini. L’artigiano, pensando che il frate fosse uno sprovveduto forestiero, chiese, per il suo lavoro, un prezzo di gran lunga superiore al reale. Il frate, di fronte all’ingiusta richiesta, ordinò al cavallo di restituire i ferri. L’animale alzò uno dopo l’altro  i quattro zoccoli ed eseguì l’ordine. il maniscalco, toccato da questo miracolo divenne con la sua  famiglia una delle più religiose e devote di Santomenna. Ispirato a questo miracolo, è messo in scena uno spettacolo teatrale che ogni anno lo rievoca.

Terra di confine

La posizione geografica di questo piccolissimo comune Salernitano ha caratterizzato il luogo e la sua religiosità anche nelle scelte di coloro che furono gli arcivescovi della diocesi di Conza. Santomenna venne scelta quale sede invernale per il suo particolare clima ed è per questo che vi fu trasferito anche il tribunale arcivescovile e vi fu fondato il seminario, dei quali ormai non resta che un ricordo. Essendo una terra di confine si prestava ad essere un ponte tra le aree della Valle del Sele e l’Irpinia.

Storie di famiglie

Importanti testimonianze storico-architettoniche resistite al sisma del 1980 sono alcuni palazzi di famiglie nobili o borghesi originarie di Santomenna. La storia di queste famiglie si intreccia ad episodi di notevole rilevanza storica dell’intera valle del Sele, alcuni membri infatti hanno ricoperto ruoli importanti sia dal punto di vista politico che culturale. Si segnalano i palazzi delle famiglie De Ruggeri e De Majo.

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